Premetto che non si parla di fotografia ma probabilmente ogni cosa che non sembra legata al reportage, di rimbalzo poi risulta esserlo.
Ogni evento è reportage e ogni cosa d’altro canto è fotografia , questo perchè fotografia è immagine e ciò che si vede rimane non stampato su carta fotografica ma impressa come immagine latente sul nostro cervello.
Quando sono in viaggio mi succedono infinite cose ma solo dopo molto tempo dal mio rientro ricordo questi eventi, attimi, fotografie. Il cervello riordina le cose tutto diventa più chiaro, come il luogo dove mi trovavo le precise parole che mi vengono dette e tutto ciò che mi circonda al momento dello scatto.
Allora mi trovavo nella hall di un Hotel a kanyakumari al secolo Capo Camorin e appena arrivato vado per prendere la camera e rilassarmi un pò porima di andare a vedere l’estrema punta dell’India, immagino già l’incontro dei tre mari, Oceano Indiano, Mare Arabico e Mar del Bengala, mi ti co !!!! Non vedevo l’ora, poi lì le ceneri del
Mahatma Gandhi
sono state versate in mare ed hanno eretto un tempio, a largo si trova un altro tempio con una statua esterna di ben 60 metri. Stanco dal viaggio di 8 ore vado per prendere posto in camera, chiamo l’ascensore, si aprono le porte e trovo il ragazzo che ti fa salire e scendere. E’ proprio qui che scatto una delle mie più belle fotografie di reportage, che resteranno latenti ma ben chiare come insegnamento di vita, nel mio cervello. Nel mio inglese perfetto (lo mastico ma non converso più dui qualche minuto) chiedo, come si fà con tutti e come ti senti chiedere da tutti in India : How are you?
Lui : “ I’ m Happy “
Una persona qualunque in un qualunque posto del mondo può insegnarti qualcosa di bello!
Giulio Cesare Grandi photographer















